Go West, young man!


Go West, young man!

Chi ci va a piedi per un mese e chi in bici per una settimana. Chi con uno zaino enorme e chi con una Samsonite verdina che viene trasportata da un taxi. Fatto sta che ogni anno circa 200.000 persone camminano, per tratti più o meno lunghi, verso Santiago. Dove riposano le reliquie di San Giacomo il Maggiore. Dopo tanto scrivere e fotografare sui cammini, mi era venuta l’idea tempo fa di scrivere un bignami del Cammino, che però – e qui stava la parte difficile – conservasse nelle sue pagine l’ironia, l’allegria e le risate che, dei cammini, sono una parte essenziale. Grazie alla fiducia e all’appoggio di Ediciclo (che già aveva accettato di pubblicare il mio reportage sui barbuti monaci di monte Athos), ecco quindi a voi, mesdames et monsieurs, la mia ultima fatica. Come sopravvivere al Cammino di Santiago. Leggete, parlatene, giudicatelo, scrivetemi. Vorrei sapere cosa ne pensano i camminatori delle mie impressioni e idee sui cammini…

In più, già che chiunque frequenta questo sito merita un premio, qui di seguito troverete l’indice e alcune pagine del libro. Che poi, immagino, correrete a comperare a tutta velocità in numerosi esemplari. Buona lettura e, ovviamente, buon cammino.

PS Dopo qualche mese, diverse presentazioni, alcune radio e un bel po’ di chiacchiere, il libruccio è stato ristampato e su Amazon sono apparse critiche (quasi) esageratamente positive. Grazie a tutti e ancora (e a maggior ragione) buoni cammini futuri.

 

 

PRIMA

9 Perché partire?
12 A proposito dei Cammini di Santiago
17 Dove andare (come scegliere)
21 Come prepararsi al viaggio
24 L’attrezzatura
31 Come fare il bagaglio
34 Come arrivare al punto di partenza
38 Cosa leggere: musica, biografie, film e guide
DURANTE

45 Gli spagnoli: usanze e abitudini di un’affascinante razza aliena
50 Le tappe
55 Viaggi solitari e di gruppo
58 La credencial
61 Come camminare normalmente
65 Come camminare sotto il diluvio
69 Dormire
73 Mangiare
79 Aseos automaticos
82 Lavare/lavarsi
85 Oggetti smarriti, oggetti spediti

88 Animali (non umani)
92 Mezzi meccanici a propulsione animale
96 Amori ed eterne amicizie
100 Dolori e acciacchi
106 Trucchi (sporchi o meno)
LA META (DOPO)

113 Arrivare a Santiago
116 La cattedrale
119 Il Santiago blues (la Grande Depressione)
121 I giorni di Santiago
126 I dolori (postumi e conseguenze di un lungo cammino)
129 Tornare alla vita normale
132 Raccontare il vostro cammino
APPENDICI
135 Informazioni utili
137 Colonne sonore

 

Come prepararsi al viaggio

Passa un giorno, passa l’altro
Mai non torna il nostro Anselmo,
Perché egli era molto scaltro
Andò in guerra e mise l’elmo…

Giovanni Visconti Venosta, La partenza del crociato

Diceva anni fa un saggio camminatore di lunga
gittata (cioè Riccardo Carnovalini) che l’unico modo
realistico per allenarsi a camminare è camminare.
E, dopo un po’ di esperienza nel campo, direi che
aveva perfettamente ragione. Certo, lo sport o la palestra
aiutano, in quanto dovrebbero rendere il vostro
organismo più forte in generale e il tono muscolare
migliore. Ma prima di partire per un lungo cammino
le opzioni sono solo due. O non fare nulla, magari
leggendo sul divano libri sulla storia dei pellegrinaggi
medievali, sui luoghi storici che incontrerete
per via e sulle marche di birra spagnola, mangiando
popcorn e patatine e mettendo su peso per i momenti
bui che certamente arriveranno. Oppure camminare,
con uno zaino sulle spalle e utilizzando ovviamente
le scarpe che avete deciso di portare con
voi in terra di Spagna.
Quello delle calzature è forse il nodo centrale della

scelta dell’attrezzatura, siano esse scarpe basse o
scarponcini alti da trekking o da montagna. Si sa che
il dolore ai piedi è una delle cause fondamentali di
rinunce e fallimenti, unito alle tendiniti e ai dolori
articolari. Quindi non partite MAI con scarpe nuove
(provatele prima, anzi: camminateci prima). Cercate
di evitare scarponi molto economici o comprati
in grandi magazzini non specializzati: non per spocchia,
certamente, ma perché si sta diffondendo la piaga
delle calzature da trekking a cui, a un certo punto,
la suola si scolla. Le mie (scarse) indagini nel campo,
iniziate dopo essermi trovato con un amico a piedi
nudi sulle creste della Valle delle Meraviglie tra
stambecchi sputacchianti e pietre aguzze, o davanti
alla disperazione di una escursionista rimasta con
una scarpa sola sulla vetta del Monte Tranquillo, non
hanno portato a una risposta definitiva. Anche se si
sente dire da più parti che le colle usate nella produzione
asiatica di molte marche (anche europee) sono
soggette a un indurimento o addirittura alla progressiva
polimerizzazione. Quindi, quando lo strato di
colla che unisce la suola alla tomaia della scarpa diventa
troppo rigido fatalmente si spezza di colpo lasciandovi
a passeggiare sulle mesetas o sul valico di
O Cebreiro con le infradito da spiaggia dei Minions.
Scarpe a parte, anche lo zaino va provato, perché
non è vero che gli zaini sono tutti uguali. Hanno
taglie differenti (che significano una differente lunghezza

dello schienale) e conformazioni variabili tra i
modelli per uomo e per donna.
Tra i preparativi più tecnici, ovviamente vi dovrete
informare sul roaming del vostro gestore telefonico
(anche se in tutti i bar del Cammino si trova il wifi,
basta chiedere la password, cioè la llave), comprare
una guida e magari leggerla. Una volta arrivati al
punto di partenza potrete chiedere agli uffici del turismo
o alle associazioni di pellegrini un elenco aggiornato
degli albergues.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *